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sabato 28 febbraio 2026

Quando il mondo si incendia: dire NO alla guerra, SÌ alla diplomazia

Le immagini che arrivano dai territori colpiti dai conflitti ci ricordano quanto sia fragile l’equilibrio globale e quanto alto sia il prezzo pagato dalle comunità civili. In questo scenario serve un impegno concreto per rafforzare mediazione, cooperazione internazionale e responsabilità condivisa, unica via per riaprire uno spazio di speranza.

Oggi, davanti alle drammatiche immagini che arrivano dal Medio Oriente e da altri territori attraversati da nuove e vecchie tensioni, è impossibile non provare preoccupazione e rammarico.

Il mondo sembra attraversato da un’escalation continua: conflitti che si riaccendono, tregue fragili, civili coinvolti, comunità spezzate.

Ogni giorno le notizie ci ricordano quanto sia sottile il confine tra equilibrio e caos. Dire NO a ogni guerra oggi significa prendere posizione con lucidità e responsabilità. Dire SÌ alla diplomazia significa credere che il dialogo, per quanto faticoso, sia l’unica strada capace di generare futuro.

Ogni bomba che cade è una sconfitta per l’umanità. Ogni occasione mancata di mediazione è un passo indietro per tutti. In questo tempo inquieto serve più che mai Cooperazione: tra Stati, tra istituzioni, tra società civili. Servono ponti, non muri. Servono spazi di ascolto, non retoriche di contrapposizione. Serve investire nella fiducia, nella mediazione, nella responsabilità condivisa. La pace non è un concetto astratto: è una costruzione quotidiana. È una scelta politica, culturale e morale. In un mondo che si incendia, la cooperazione anche internazionale, resta l’unica rotta capace di tenere acceso un orizzonte di speranza e di PACE

Trento, 28 febbraio 2026
Il presidente e il consiglio di coordinamento di FArete trentino

Maurizio Camin
Alessandra Calliari
Giambattista Toller
Maddalena Parolin
Paolo Rosatti
Roberto Pinter
Valentina Beber